perline ritrovate nel sito di Sos Muros

Pozzo sacro restituisce collana di epoca nuragica

A Sos Muros, nel territorio di Buddusò (SS) in un insediamento con tempio a pozzo databile tra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro.
Mercoledì, 6 Luglio 2022
Pozzo sacro Sos Muros

A maggio 2022 è iniziata la terza campagna di scavi nel complesso di epoca nuragica di Sos Muros, nel territorio di Buddusò (SS), un insediamento con tempio a pozzo databile tra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro. Le ricerche riguardano attualmente il pozzo sacro e l’area circostante, zona purtroppo oggetto in passato di scavi clandestini, dove sono venute in luce altre strutture e interessanti materiali.
Di particolare rilievo il ritrovamento nell’atrio del pozzo di 160 vaghi di collana di pasta vitrea, cristallo di rocca e ambra, di forme e colori differenti, tra i quali spicca un pendente a forma di cuore di cristallo di rocca, che trova un solo confronto nell’isola nel vicino santuario di Romanzesu-Bitti e fuori dalla Sardegna nell’Egeo e nel Mar Nero.
Collane di questo tipo sono già note negli insediamenti cultuali nuragici, dove venivano deposte come offerte votive, ma il sito di Sos Muros vanta sicuramente il primato per il più alto numero, e varietà, di vaghi di collana finora rinvenuti in un unico contesto.

Studenti che scavano

La presenza di una collana con vaghi di pasta vitrea simili, ma soprattutto dello stesso pendente di cristallo di rocca a forma di cuore, nel santuario di Romanzesu a Bitti mette certamente in relazione i due luoghi di culto, che distano tra loro pochi chilometri e sono entrambi situati lungo una via di comunicazione naturale.
Si prevede di realizzare analisi scientifiche sulle perline per stabilire la loro composizione e quindi la possibile origine. Inoltre si controllerà la terra rimasta all'interno del foro dei vaghi, in modo da poter recuperare eventuali resti del filo che li univa.

Studenti archeologi

Il ritrovamento ha un alto valore scientifico, poiché testimonia l’importanza dell’insediamento e del territorio di Buddusò come centro recettore di manufatti di pregio di provenienza extrainsulare, grazie alla posizione affacciata su importanti vie di comunicazione naturali come il fiume Tirso. Inoltre, conferma il ruolo dei luoghi di culto nuragici nella circolazione e distribuzione di beni di lusso anche di origine esterna.
Il progetto di ricerca, iniziato nel 2019 dal dipartimento DUMAS dell’Università di Sassari e voluto e finanziato dal Comune di Buddusò, si svolge in regime di concessione ministeriale sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro. Sul campo studenti di archeologia di diverse università italiane e straniere, che svolgono il loro tirocinio sotto la direzione scientifica della Prof.ssa Anna Depalmas e della Dott.ssa Giovanna Fundoni, con la collaborazione del Dott. Matteo Pischedda.